Polvere senza fumo - Appunti di Ricarica


Pier Paolo Cattaruzza
33170 Pordenone  (Italy)



Informazioni di base per la ricarica delle cartucce metalliche
Appunti di Ricarica

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25 Giugno 2019



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Polvere senza fumo

Nel parlarvi della polvere senza fumo  mi limiterò a poche e semplicissime nozioni,  arcinote agli agonisti ed ai tiratori esperti ma che torneranno certamente utili ai cacciatori o tiratori dilettantistici meno ferrati nella materia .

Le moderne polveri ( infumi ) sono generalmente delle nitrocellulose gelatinizzate , ottenute mediante nitrazione della cellulosa pura e cosa molto importante a  differenza della vecchia polvere nera non lascia residui solidi all'interno della canna.


Si dividono sostanzialmente in polvere a :
  • base singola , ( monobasica ) ottunute dalla sola cellulosa pura
  • doppia base , ( bibasica ) nitrocellulosa unita alla nitroglicerina , un tempo denominata  anche balistite   

Esistono pure propellenti tribasici, ma esulano dal nostro  interesse .


In passato la maggior parte delle polveri era a base singola, più che adeguata per le esigenze venatorie europee. Oggi si tende a utilizzare, "troppo" la polvere bibasica, forse solo per ragioni di "moda".  Creata per garantire la combustione in climi veramente ostili, presenta un'ottima resistenza all’umidità, stabilità nel tempo; per contro, aumenta la temperatura di combustione (famose polveri “calde”) e accentua l’erosione delle canne. In linea generale quindi la nitroglicerina aumenta il potere calorifico.
Il fatto che in "osteria" si parli di polvere “più potente” vivacizza anche gli animi dei cacciatori e molti le acquistano senza averne una reale necessità, poiché se caricassero con singole basi, non riscontrerebbero nessuna differenza.

Altri termini che spesso sentiremo quando parliamo di polveri, sono i seguenti:
Polveri vivaci (o veloci)
Polveri progressive (o lente)
L'utilizzo di tali termini sarebbe molto discutibile, ma da lungo tempo sono diventati d'uso comune. Quelle impropriamente definite Vivaci sono quelle a rapido ritmo combustivo (bruciano velocemente, sviluppando per breve tempo pressioni elevate); quelle definite progressive, al contrario, bruciano più lentamente e sviluppano pressioni minori ma di maggior durata. Generalmente le nostre armi lunghe da caccia a canna rigata richiedono quindi polveri progressive, mentre le armi lunghe a canna liscia e le armi corte utilizzano polveri vivaci.  
Sono prodotte con diverse graniture, cioè i singoli grani presentano forme differenti, come ad esempio a microgranuli, a sferette, a lamelle, a tubetti, pulverulenta, a dischetti o altre forme speciali. La grossezza del grano incide anche sulla diversa "progressività" per quanto attiene la velocità di combustione.

Dobbiamo tener presente che le polveri da sparo in questi anni hanno subito notevoli mutamenti.  
Considerando il progressivo miglioramento delle tecniche di realizzazione, che hanno contribuito in maniera sicuramente positiva nei rendimenti, dall'altra il contenimento dei costi di produzione ha generato una negatività riscontrabile nella costanza e regolarità, caratteristica di un tempo.

Buona parte delle polveri moderne ha modificato sostanzialmente la velocità combustiva, mostrando variazioni tra lotto e lotto e su parecchia letteratura sono riportati test, nella quale si evidenziano discrepanze tra partite del medesimo propellente.

I “ricaricatori” dovranno prestare particolare attenzione nel consultare i manuali delle case produttrici, possibilmente relativi all'anno di produzione del lotto acquistato. In passato le maggiori case, per citarne alcune a titolo puramente indicativo: Norma, VihtaVuori, Winchester, IMR, fornivano ai clienti tramite contrassegno spedito dall'importatore oppure tramite armeria di riferimento i manualetti di ricarica, aggiornati annualmente. Oggi sostituiti da veri e propri manuali, con aggiornamenti periodici oppure scaricabili gratuitamente in rete. Solitamente è sufficiente aprire il sito web del "brand" prescelto e scaricarsi le relative tabelle.

I più esperti sapranno sicuramente che il range di caricamento suggerito, Starting load (dose di partenza) o Maximum load (dose massima), può presentare differenze a distanza di anni. Per questo motivo è importante avere un manuale relativo al periodo presumibile di produzione del lotto di polvere che andremmo a utilizzare. A distanza di 5, 10, 20 o più anni,  per la medesima marca e tipo polvere, il differenziale potrà essere minimo, con scarti di + / - 0.1 grs, con medie di +/- 0.5 grs o arrivare a variazioni comprese tra 1.0 - 3.0 grs ma è possibile alle volte che si presenti scarti maggiori. Naturalmente anche questa non è una regola fissa, perché è possibile riscontrare a distanza di parecchi anni le dosi invariate, sia minime sia massime.
Vi porto un piccolo esempio anche se non esaustivo tratto da manuali originali:
Manuale
ANNO di PubblicazioneCAL.Powder
Bullet
Weight grs
Type
Min
grs
Max
grs
VihtaVuori
1998222 RemN 13050SPSXHornady20.522.1
VihtaVuori
2014222 RemN 13050SPSXHornady20.121.5






Differenza- 0.4- 0.6
VihtaVuori
19957 x 64N 140120SPHornady46.051.1
VihtaVuori
20147 x 64N 140120SPHornady45.550.6






Differenza- 0.5- 0.5
LOVEX200530-06S 060168HPBTSierra43.048.0
LOVEX201630-06S 060168HBPTSierra43.246.3






Differenza+ 0.2- 1.7
VECTAN2014357 MagnumGM3158FMJFrontier5.56.3
VECTAN2017357 MagnumGM3158FMJFrontier3.74.6






Differenza
-1.9-1.7
WINCHESTER199838 SpecialWW 231148LHBWCSpeer3.03.3
WINCHESTER201838 SpecialWW 231
148LHBWCSpeer3.54.0






Differenza
+0.5+0.7
WINCHESTER199944 MagnumWW 296
240JHPSpeer22.724.7
WINCHESTER201944 MagnumWW 296
240JHPSpeer23.024.0






Differenza+ 0.3- 0.7
Conservazione della polvere da sparo

Questo è un aspetto spesso sottovalutato, ma se vogliamo preservare la qualità del prodotto il più a lungo possibile, è necessario mantenere la polvere in un luogo adatto, in condizioni di temperatura e umidità ottimali. Molti produttori consigliano di conservare la polvere a una temperatura costante, idealmente compresa tra 12 e 15 ° C, alcuni indicano anche temperature fino a 18 ° C  e un'umidità relativa del 40-50%. Anche l'umidità è importante, infatti se l'aria è troppo secca, asciugherà la polvere, causando un aumento della pressione, compromettendone le prestazioni. Banale ma meglio sempre rammentarlo, il fatto di assicurarsi di chiudere correttamente il contenitore ogni volta che utilizzeremo il prodotto per garantirne un'adeguata sigillatura.

Polvere fuori produzione o datata

Se utilizzate la polvere avanzata del nonno, del papà oppure a distanza di molti anni avete trovato in qualche angolo di un cassetto della vecchia polvere,  dovete prestare la massima attenzione nel risalire alla data di produzione. Oggi è obbligatoriamente indicata nei contenitori ma per le vecchie lattine risalire al dato è spesso un'impresa ardua. Vuoi per le restrizioni vigenti nel nostro paese fino a fine anni novanta, vuoi per la poca diffusione della ricarica per munizioni metalliche in quegli anni, la ricerca bibliografica sarà difficoltosa, ma grazie a internet in alcuni siti web o qualche buon forum, potrete trovare con soddisfazione le notizie che cercate. Io personalmente preferisco se disponibile un buon vecchio manuale. Fortunatamente per gli interessati, sarà più facile recuperare informazioni per le vecchie polveri destinate alla canna liscia, oggi "riutilizzabili" anche per caricamenti destinati alle armi corte. Mi raccomando fidatevi solo ed esclusivamente di pubblicazioni originali o copie tratte dall'originale, non da trascrizioni fatte a mano sulla carta del formaggio. Parliamo di polvere da sparo non di farina e zucchero da mescolare nel dolce della nonna, dove possiamo sbagliare le dosi.
Note personali

Sotto riporto un caso pratico, degli effetti di una plausibile variazione sulla composizione della polvere da sparo, ovviamente  della stessa marca e tipologia, a distanza di anni

La ricarica che utilizzavo per il mio 243, produceva a 100 mt una rosata di 5 colpi in 11 mm con palla da 95 gr.  a 200 mt rosata di 5 colpi in  37 mm con polvere Hodgdon acquistata e prodotta verso la  fine degli anni novanta 1998 / 1999. Ora con la stessa polvere, prodotta dal 2013 in poi, ho cercato di replicare le prestazioni, ma senza esito. Stessa quantità di polvere ovviamente, inneschi, palla e bossoli nuovi,  con  un risultato al limite dell'utilizzo in ambito venatorio. Un bagna fiori a 200 mt, cominciano quindi le varie analisi e considerazioni, anche le più illogiche. Trovo una vecchia scatola con  8 cartucce, riprovo al poligono 3 colpi  a 100 mt, 8 mm !! No comment. Questo per farvi capire che quella polvere, quell’innesco, e quella palla, rappresentano un’alchimia spesso irripetibile.

Se intendete replicare caricamenti sperimentati in passato, un banale consiglio sarà quello di invitarvi sempre a verificare la rosata presso qualche poligono per evitarvi spiacevoli sorprese.


                                                     

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